© 2019 Ass.ne Culturale XV MIglio

 

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LAZIO

Provincia: Roma (24 km)

Altitudine: 400 m ca.

Abitanti: 41654 (dati gennaio 2017)

Info: URP Corso G. Matteotti, 117

00041 Albano Laziale tel. 06 932 951

ALBANO LAZIALE

 

 

 

Ieri abbiamo fatto una scarrozzata ad Albano; cammin facendo, abbiamo anche ucciso parecchi uccelli. Qui, dove si vive nella vera abbondanza, si può anche permettersi questo svago. Io brucio del resto della passione di appropriarmi tutto e sento che il mio gusto si purifica a misura che la mia anima più abbraccia. Così potessi io mandarvi qualcosa di bello, invece che semplici parole!
(Goethe, Viaggio in Italia, 1817).

 

 

Visita la Città!

 

Albano è una città antichissima, in cui la ricchezza del patrimonio storico e culturale si intreccia con la bellezza dei paesaggi Le ville storiche, i musei, i monumenti, gli antichi palazzi e l’architettura religiosa, meritano sicuramente una visita, senza tralasciare la natura rigogliosa dei boschi che la circondano, lo splendore del vicino lago di origine vulcanica ed il meraviglioso clima che la caratterizza e rende piacevole il soggiorno in questi luoghi. E’ all’interno del territorio del Parco regionale dei Castelli Romani. Tuttavia in questo contesto prendiamo in considerazione quanto si trova in prossimità del centro, nell’area in cui si svolge il Bajocco Festival. La manifestazione interessa le strade principali, Corso Matteotti Via Cavour Via De Gasperi, un percorso che si snoda nel cuore del centro storico, disegnando una sorta di anello costeggiato di antiche ville e palazzi, resti di costruzioni d’epoca romana, chiese che conservano preziose testimonianze storiche ed artistiche. Sulla piazza principale, arrivando da Roma, è posto l’ingresso di Villa Doria Pamphilj oggi villa comunale. All’interno possiamo ancora ammirare i ruderi della villa detta di Pompeo Magno. Continuando il cammino lungo il corso principale si arriva alla Chiesa di S. Pietro. Risale alla prima metà del VI secolo. Fu fatta costruire da papa Ormisda tra il 514 e il 523 e sorge sui resti di una grande aula delle terme romane di Caracalla. E’ una delle più antiche chiese di Albano. All’interno sono visibili affreschi del XIII secolo, mentre la tela che si trova sull’altare maggiore è attribuita a Tiziano. Si trova nel quartiere medioevale di Cellomaio, il cui nome deriva da “cella major” riferito agli ambienti in cui si sviluppò il borgo, cioè quello che restava delle antiche terme di Caracalla. Alcuni locali delle terme romane  ospitano il museo della Seconda Legione Partica con reperti che testimoniano la presenza dei legionari severiani ad Albano durante il III sec.d.C. Proseguendo la nostra camminata, risalendo  verso la parte alta del nostro itinerario, il cosiddetto corso di sopra, incontriamo sulla destra un palazzo in stile neoclassico costruito intorno al 1834, in seguito acquistato dal Marchese Ferrajoli che lo adibì a casino per le sue battute di caccia, oggi ospita il Museo Civico Albano,che conserva  importanti raccolte di reperti geologici ed archeologici databili dalla preistoria fino all’alto medioevo. Di notevole interesse la presenza di reperti della Civiltà latina e romana.  Proseguendo per Via Cavour e via De Gasperi, incontriamo Porta Pretoria, i resti della grandiosa porta di accesso al castra (l’accampamento) severiano.  Lateralmente possiamo vedere Palazzo Savelli, dal 1870 sede del Municipio, le cui fondamenta sono basate su un’antica cisterna romana, fu edificato nel medioevo come fortezza. Continuando ancora su via De Gasperi si giunge all’ingresso di Palazzo Lercari o Palazzo Vescovile. Costruito nel 1725 dal cardinale Lercari, in seguito donato alla Chiesa.  All’interno merita una visita il Museo Diocesano.  Alla fine di via De Gasperi, sulla sinistra si erge la cattedrale di S. Pancrazio. L’attuale basilica non è quella originaria costantiniana che, distrutta da un violento incendio durante il pontificato di Papa Leone III (795-816), fu fatta ricostruire sullo stesso luogo. Lateralmente al Duomo, si apre Piazza Pia, la più grande della città, su cui si affaccia il convento delle clarisse voluto dalla principessa Savelli nel 1631 e l’entrata laterale della Villa Pontificia. Fin qui le bellezze che troviamo nel percorso del Festival, ma prendendo le strade ed i vicoli adiacenti, incontriamo molti altri siti da visitare, tanto per citarne qualcuno: l’anfiteatro romano, edificato nel III sec. d.C.; il santuario di S. Maria della Rotonda, che fu costruito durante l’età dell’imperatore Domiziano (51-96 d.C.). Originariamente era un ninfeo poi, sotto Settimio Severo, adibito a impianto termale per il castra; i Cisternoni, una grande cisterna costruita dai legionari, che conteneva la riserva idrica dei Castra Albana; un’opera maestosa tuttora funzionante.